Muslera Dalla polvere al firmamento
Gio 14 Mag, 05:03 PM
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http://it.eurosport.yahoo.com/14052009/44/...firmamento.htmlIl segreto per vivere bene sarebbe 'cadere sette volte e rialzarsi otto', secondo il vate brasiliano della New Age Paulo Coelho. Questa ricetta deve aver passato il confine con l'Uruguay, dove Fernando Muslera l'ha raccolta e portata in Italia quando, nell'estate 2007, è passato alla S.S. Lazio. 'Relegato' al ruolo di portiere della Coppa Italia dopo una prestazione deludente in campionato contro l'AC Milan la scorsa stagione, nell'estate 2008 si è visto scavalcare da Juan Pablo Carrizo. Muslera deve aver ripetuto come un mantra la parabola dell'uomo che cade e si rialza, e quando mercoledì sera si è buttato sul terreno dello Stadio Olimpico di Roma per parare due rigori contro l'UC Sampdoria e regalare la Coppa Italia ai Biancocelesti si è subito rimesso in piedi: per lui questa volta solo applausi.
Serenità
Mentre i terzini si esercitano sui cross e gli attaccanti sui calci piazzati, i portieri passano buona parte dell'allenamento a imparare a buttarsi a terra senza farsi male. Ogni parata è un'acrobazia che spesso finisce con la faccia sull'erba. Le spalle si 'sbucciano', la schiena si inarca, e nel tabellino dei marcatori della domenica il tuo nome non finisce mai. Fare il portiere, insomma, è un po' una vocazione, e Muslera a 22 anni sembra averlo capito bene: "Quando ci sono stati momenti difficili, io sono rimasto sereno", ha detto dopo la vittoria di mercoledì. "Mi dispiaceva solo per i miei parenti, che da lontano soffrivano".
La svolta
La scorsa stagione, quando un Milan non proprio in stato di grazia aveva battuto per 5-1 la Lazio a Roma, Muslera era stato protagonista in negativo con qualche incertezza di troppo. I giornali del lunedì ne avevano fatto polpette da servire sul piatto dei tifosi laziali arrabbiati, perché un capro espiatorio serve sempre. L'eterno Marco Ballotta era tornato titolare in campionato e lui si accontentava della Coppa Italia. Quando poi è arrivato Carrizo nell'estate 2008, Muslera ha dovuto cedergli numero di maglia e posto tra i pali. Inaspettatamente però l'argentino non si è confermato sui suoi livelli e Delio Rossi ha dato una seconda chance al ragazzino di Montevideo. Da qui la svolta: dalla consacrazione con la convocazione in nazionale, fino alla maglia da titolare della finale di Coppa Italia. Il 'ragazzino' sopporterà il peso di una finale o cadrà sotto i colpi di Antonio Cassano &C.?
A Pechino!
Conclusi i supplementari sull'1-1 Muslera ha 'annientato' proprio lo spauracchio numero uno, Cassano, e Hugo Campagnaro, regalando il primo trofeo al suo allenatore, scoppiato in un pianto liberatorio al termine della gara. "Questa sera la vittoria è per i nostri tifosi", ha detto Muslera. "Una vittoria incredibile, meritavamo di vincere la Coppa. E' stata una partita difficile". Ne sa qualcosa di difficoltà, ma ha già capito che si possono superare. Che non è vero che i treni passano sempre una sola volta ma che se hai la pazienza di aspettare arriverai a destinazione. E la meta questa volta è Pechino, dove i Biancocelesti affronteranno la vincitrice dello Scudetto nella Supercoppa Italiana. E Muslera vorrebbe tanto fare il bis.
"Qualcosa di magico è successo... ma non per magia"